LETTERATURA LATINA: RITRATTI DI DONNE NELL’ANTICA ROMA
- Quota: Contributo
- Durata: breve
- Tipologia: Letteratura
- Docente: Annamaria Coviello (Insegnante di materie letterarie e latino nei licei )
- Minimo iscritti: 10
- Ore alla settimana: 1:00
- Inizio lezioni: GIOVEDÌ 15 GENNAIO
- Numero di lezioni: 5
adsumere prosperis dubiisque rebus sociam, cui cogitationes intimas, cui parvos liberos tradat
prendere in moglie una compagna nella buona e nella cattiva sorte, a cui possa confidare pensieri intimi e affidare i figli piccoli
(Tacito, Annales, XII, 5)
Grande è la varietà della condizione femminile in età romana antica e impossibile circoscriverla a un’unica tipologia, anche perché è necessario valutarla, in primo luogo, secondo la scansione cronologica di età arcaica, repubblicana, imperiale, poi relativamente al territorio di Roma, delle province, dell’Oriente e dell’Occidente. Scrittori latini ci hanno lasciato ritratti memorabili della donna ideale, specie negli elogi funebri, moglie e madre, matrona che salvaguardi il nomen della gens, accanto a profili di donne colte, doctae puellae, seducenti, impudiche, amanti del lusso, adultere. All’opposto, ci sono le donne di condizione sociale ed economica inferiore, le schiave, le donne perdute. Un caso a sé è quello delle Vestali, sacerdotesse private della propria femminilità a lungo, che se non avessero mantenuto l’impegno a rimanere vergini per il periodo prescritto, sarebbero state seppellite vive. Attraverso la lettura di passi con testo a fronte, potremo conoscerne alcune e comprendere comportamenti o stereotipi, legati alla figura femminile, ancora presenti nella nostra società.